L'estate sta arrivando e con essa anche i primi verdetti di questi mondiali Russia 2018. Un torneo dove nella prima giornata si sono registrati dei risultati a sorpresa, con le big che sono apparse quasi tutte in affanno e alcuni campioni che non sono riusciti a fare la differenza come invece i loro connazionali speravano. E' strano vivere un mondiale senza l'Italia.
Il manuale per studiare il calcio: serie A, calciomercato, calcio estero, racconti del calcio che fu.
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martedì 19 giugno 2018
giovedì 14 giugno 2018
Mondiali Russia 2018: Brasile e Germania le grandi favorite
Stanno per cominciare i mondiali di Russia, un'edizione che ahinoi ricorderemo molto bene. L'Italia infatti non è ai nastri di partenza del torneo dopo sessant'anni e un paese che si nutre di calcio non potrà far altro che veder giocare gli altri. Che amarezza.
martedì 12 giugno 2018
Fantacalcio Mondiali Russia 2018: ecco i nostri consigli
E' arrivato il momento di vivere tutti insieme con passione i mondiali di calcio Russia 2018. Un torneo che si preannuncia spettacolare e appassionante, con il Brasile indicato dai pronostici come grande favorito per la vittoria finale insieme alla Germania. C'è chi giocherà anche in questa occasione al Fantacalcio ed eccoci dunque con i nostri consigli.
Le squadre, gli 8 gruppi, i pronostici dei mondiali Russia 2018
I mondiali Russia 2018 ci terranno compagnia per un mese, a partire dal 14 giugno. Anche se non c'è l'Italia, che purtroppo non si è qualificata, siamo sicuri che in tanti si incolleranno davanti al televisore per guardare le 64 partite in calendario. Siete sicuri di conoscere bene tutte le squadre?
mercoledì 10 gennaio 2018
Chi sarà il prossimo allenatore dell'Italia?
Ai prossimi mondiali di calcio Russia 2018 l'Italia, come sappiamo, non ci sarà. Passati i primi giorni di bufera, con le dimissioni potremmo dire quasi ovvie di Ventura - che non ha centrato l'obiettivo - adesso le acque sembrano essersi calmate, tant'è che è iniziato il 2018 e la nostra nazionale ancora non ha nemmeno un nuovo commissario tecnico. E' vero che non ci sono all'orizzonte grandi impegni, ma tutta questa attesa lascia pensare che il nuovo tecnico dell'Italia sarà un nome abbastanza importante.
A quanto pare sono tre i nomi che stanno circolando con insistenza nelle ultime settimane, anche se a dire il vero sembra difficile che Antonio Conte possa tornare sulla panchina degli azzurri. Più facile indicare Roberto Mancini come possibile nuovo ct azzurro, anche se lo stesso è attualmente impegnato con lo Zenit. E poi c'è Carlo Ancelotti, al momento libero da ogni impegno dopo l'esonero al Bayern, anche se per lui la fila di club pronti ad ingaggiarlo è davvero lunghissima. Pare proprio che sarà il prossimo allenatore dell'Arsenal al posto di Wenger. Staremo a vedere, anche se ci vorrà magari qualche altro mese.
Chiunque sarà il nuovo ct dell'Italia sarà comunque importante costruire una rosa giovane e ambiziosa, che possa centrare al più presto l'obiettivo Euro 2020 e che magari possa riportare il calcio italiano ai fasti di un tempo. Dopo sessant'anni l'Italia non si è qualificata ad un mondiale, con conseguenti danni economici e d'immagine per il nostro calcio, e nessuno più vuole passare un mese a guardare giocare gli altri...
martedì 21 novembre 2017
Verso Euro 2020: l'Italia che verrà
Ora che è stata messa una pietra sui Mondiali in Russia, la Nazionale italiana deve, per molti versi, ricominciare, ma non da zero. Ovviamente, il nuovo C.T. farà le sue scelte per gli uomini e per i moduli di gioco ma, nonostante la presenza massiccia di calciatori stranieri nel nostro campionato (e anche nelle giovanili delle squadre), si potrà progettare a media scadenza una squadra che, pur senza grandissimi talenti, potrà ridare all’Italia il rango che nel mondo del calcio le compete da sempre.
Premesso che per alcuni “senatori” pare giunta l’ora della pensione o del prepensionamento (Buffon, De Rossi, Barzagli, forse Chiellini e Candreva), su chi si potrà contare, su chi si potrà investire?
Vediamo, ruolo per ruolo, chi potrebbe far parte del progetto.
Portieri: Il sostituto naturale di Buffon dovrebbe essere Donnarumma, con Perin, Meret e Scuffet a contendersi il ruolo di “vice”.
Difensori: La futura coppia centrale potrebbe essere costituita da Bonucci e Caldara, con Romagnoli e Rugani, ma anche Gianmarco Ferrari e Ogbonna (che sta facendo bene nel campionato inglese) in alternativa, mentre sugli esterni troveranno ancora spazio Zappacosta, Conti, Florenzi, Spinazzola e Darmian.
Centrocampisti: Verratti non ha mai entusiasmato, ma di sicuro meriterà attenzione in qualsiasi progetto, come pure Jorginho, sfortunatamente titolare contro la Svezia e con grandi potenzialità, mentre potrebbe esserci (infortuni permettendo) il recupero di un giocatore polivalente e carismatico come Marchisio. Parolo potrebbe ancora far parte del progetto, ma scalpitano anche Gagliardini, Benassi, Barberis, Pellegrini e i promettenti Mandragora, Barella e Murgia.
Esterni: Elementi di spicco rimangono Insigne, Bernardeschi e El Shaarawy, ma Chiesa è pronto a far parte dei moschettieri. Nel giro potrebbero rientrare Verdi (del Bologna) e Verde (della Roma, ora in prestito al Verona), ma anche Di Francesco (figlio d’arte anche lui, come Chiesa), nonché lo juventino Orsolini, ora parcheggiato all’Atalanta.
Attacco: Belotti e Immobile. E poi? C’è sempre la speranza che esploda qualche attaccante di razza, magari il giovane Pellegri del Genoa, ma le alternative al momento sono Zaza, Sansone (entrambi giocano in Spagna) e, soprattutto, il milanista Cutrone, protagonista nell’Under 21. Molto difficile che si possa riesumare Balotelli, anche se ha solo 27 anni.
In un progetto a media scadenza potrebbero emergere altri nomi, forse anche qualche grande talento, ed è quel che si augurerà il nuovo commissario tecnico. In ogni caso, per gli Europei del 2020 bisognerà fare di tutto per ridare lustro alla maglia azzurra e all’Italia tutta, calcistica e non.
mercoledì 15 novembre 2017
Mondiali 2018: la top 11 degli assenti
Purtroppo l'Italia non ce l'ha fatta a conquistare la qualificazione ai mondiali Russia 2018 e la top 11 dei grandi assenti a questo appuntamento calcistico, ahinoi, deve essere aggiornata anche con alcuni calciatori azzurri, che si aggiungono a grandi stelle come Robben, Bale e via discorrendo che - ironia della sorte - in questo torneo non potranno far vedere il loro talento. E questo è sicuramente un peccato per tutti gli amanti di questo fantastico sport. Ad ogni modo ormai non si può tornare indietro, i verdetti sono stati emessi dal campo, per cui almeno noi cerchiamo di giocare con la fantasia per mettere in campo la nostra miglior formazione possibile. Come avevamo già fatto prima degli spareggi mondiali, abbiamo cercato di costruire la top 11 dei campioni che non vedremo in Russia. Il modulo è il 4-3-3, quello che secondo Zeman consente di coprire meglio il campo.
In porta, nemmeno a dirlo, un grandissimo come Gigi Buffon. Avrebbe meritato di giocare il suo sesto mondiale, entrando nella storia, ma l'Italia non è riuscita ad accontentarlo. In difesa i due terzini sarebbero l'ivoriano Aurier a destra e Bale a sinistra, calciatore in grado di offrire una grande spinta. E al centro? La coppia formata da Bonucci e Manolas difficilmente potrebbe essere superata, i due abbinano tecnica e velocità. Anche il centrocampo della nostra top 11 di campioni assenti ai prossimi mondiali è a cinque stelle: Pjanic, Hamsik e Strootman assicurano qualità e quantità. Il centravanti prescelto è Edin Dzeko, al suo fianco due esterni offensivi rapidi e tecnici come Robben e Sanchez. Che dite, questa squadra quante possibilità avrebbe di vincere i prossimi mondiali?
E non è finita, perché anche in panchina ci sono delle ottime alternative: il dodicesimo sarebbe Bravo, i difensori di riserva Skrtel e Kolasinac, a centrocampo addirittura resterebbero fuori Verratti e Vidal, pronti a dare a una mano, mentre in attacco i due africani Mahrez e Aboubakar sarebbero anche loro dei possibili titolari. Una squadra fantastica, nel senso che è stata creata fantasticando: ormai non c'è rimasto che questo.
martedì 14 novembre 2017
L'Italia calcistica ha toccato il fondo: ora si deve ricostruire
I processi al ct dell'Italia Ventura sono già iniziati: quando non si raggiungono i risultati il primo a pagare del resto è sempre l'allenatore. Ma dietro l'eliminazione dell'Italia dai prossimi campionati del mondo di calcio Russia 2018, evento che non si verificava da sessant'anni, c'è molto di più, ci sono problematiche che andranno affrontate adesso con una classe dirigenziale tutta nuova. Nessun tifoso della nazionale vuole rimanere ancorato al passato, serve un autentico repulisti, serve una nuova organizzazione dei campionati e la valorizzazione dei nostri giovani. Le regole? Non sta a noi trovarle. Come cambiare i campionati? Non siamo così presuntuosi da voler dire cosa si deve fare e cosa no. Lasciamo fare ai dirigenti che verranno.Nel frattempo però possiamo provare a dire la nostra su cosa ha sbagliato questa nazionale. E' vero, è stata inserita in un girone dove arrivare primi avrebbe voluto dire sopravanzare la Spagna, una delle squadre più forti del mondo. E siamo dunque arrivati secondi, traguardo minimo consentito, per giocarci le nostre chance agli spareggi. Nel cammino di qualificazioni, però, l'Italia non ha mai del tutto convinto. Ha cambiato spesso modulo e interpreti, il ct non ha mai preso in considerazione giocatori come Balotelli, Jorginho e diversi altri. Salvo poi richiamare il regista del Napoli proprio alla vigilia della partita della vita contro la Svezia.
Il 3-5-2? Il 4-2-4? Obiettivamente sono apparsi moduli inadeguati alle qualità dei giocatori che il ct ha convocato volta per volta, più facile pensare ad un 4-3-3 che avrebbe esaltato le qualità offensive di giocatori come Insigne (il grande escluso dell'ultima partita), El Shaarawy, Bernardeschi e via dicendo. Ventura ha voluto proseguire sulla sua strada e il non essere riusciti in 180 minuti a segnare un gol alla Svezia la dice lunga. Grandi campioni come Buffon, Barzagli e De Rossi hanno già annunciato il loro addio alla nazionale, logico, vista la carta d'identità.
Chi verrà dopo Ventura, perché è inevitabile il divorzio, dovrà guardarsi attorno e ricostruire una nazionale giovane e ambiziosa. Adattando il modulo ai giocatori e non viceversa. A giugno noi al mondiale non ci saremo e questo è un danno economico e sociale incalcolabile per il nostro paese, che già non vive certo un momento florido sotto tanti punti di vista. Ci sarà da rimboccarci le maniche per riportare in auge il nostro calcio, la speranza è quella di riuscirci il più in fretta possibile.
mercoledì 8 novembre 2017
L'Italia ha sempre partecipato ai mondiali?
L'Italia ha sempre partecipato ai mondiali di calcio? E' questa la domanda che tanti si fanno alla vigilia di Italia-Svezia, lo spareggio mondiale che ci dirà se la nostra nazionale potrà partecipare a Russia 2018. Già, perché specie i più giovani sono abituati a vedere sempre gli azzurri in campo nella manifestazione calcistica più importante del mondo. Eppure non è stato sempre così. L'Italia ha vinto in quattro occasioni i mondiali (l'ultima nel 2006 con Lippi in panchina), ma non ne ha giocati due.
Gli azzurri hanno saltato infatti la prima edizione, quella giocata in Uruguay nel 1930. Un mondiale, se vogliamo, molto sudamericano: solo 4 le rappresentanti europee. L'Italia non andò in Uruguay probabilmente sia per motivi logistici (perché viaggiare non era così facile come ai giorni nostri) ma anche - almeno così pare - per un certo snobismo verso questo torneo da parte delle nazionali del vecchio continente. In ogni caso, è stata una nostra scelta non giocare.
Nel 1958 invece non abbiamo partecipato per nostri demeriti, visto che la nostra nazionale non è stata in grado di superare un girone a tre di qualificazione insieme a Irlanda del Nord e Portogallo. L'Italia si è presentata all'ultima partita in testa alla classifica, ma ha perso a Belfast contro l'Irlanda del Nord per 2-1 (gol di Da Costa). Un match giocato a gennaio del 1958, dopo che a dicembre il match era stato rinviato per l'assenza della terna arbitrale. In Svezia, dunque, ai mondiali ci andò l'Irlanda del Nord e a noi non rimase che leccarci le ferite, dando il via ovviamente ad un grande dibattito sui perché della crisi del calcio italiano.
Ora che c'è Italia-Svezia nessuno vuole pensare ad un flop azzurro: ai mondiali dobbiamo andarci a tutti i costi!
lunedì 30 ottobre 2017
Se io fossi il ct dell'Italia...
Se io fossi il ct dell'Italia... chissà quanti di voi hanno iniziato una frase con queste parole, supponendo di avere un giorno la facoltà di guidare la nazionale italiana, magari ai mondiali. Un sogno che ognuno di noi vorrebbe realizzare ma che non si realizzerà. Questo non ci toglie comunque la possibilità di parlare e ipotizzare una lista di convocati, che sia per uno spareggio decisivo o magari per l'appuntamento che ci aspetta nel 2018 (perché noi crediamo che batteremo la Svezia). Roba da bar dello Sport, insomma. E allora proviamo a fare una lista di 23 convocati, con un determinato modulo. Partendo da una domanda: sono i calciatori che fanno un modulo o è il modulo che fa scegliere i giocatori?
Ho pensato all'Italia seguendo uno dei miei schemi preferiti, il 4-2-3-1. Un modulo pensato per due registi moderni, di quelli che sanno interdire e costruire nello stesso tempo, con due esterni alti di qualità, un trequartista dai piedi buoni e un terminale offensivo spietato. Lo schema mi permette anche di avere una squadra abbastanza coperta, ma poi sono sempre i giocatori che devono correre...
Ad ogni modo, via con i convocati.
Portieri: Buffon, Donnarumma, Perin
Difensori: Rugani, Romagnoli, Bonucci, Darmian, Chiellini, Zappacosta, Caldara, D'Ambrosio.
Centrocampisti: Verratti, De Rossi, Candreva, Florenzi, Bernardeschi, Pellegrini, Parolo
Attaccanti: Immobile, Belotti, Zaza, Insigne, Balotelli.
La nazionale non si con i grandi nomi, collezionare "figurine" non basta e la storia ce lo ha insegnato più volte. Certo è che il compito del ct non è mica facile: trovare giocatori italiani di altissimo livello sta diventando sempre più dura. Come sarebbe schierata questa nazionale? Basta guardare la foto. Come vedete le scelte dei calciatori non è che si discostano tanto da quelle del ct Ventura, adesso tocca a loro, ai nostri azzurri, portarci ai mondiali.
La nazionale non si con i grandi nomi, collezionare "figurine" non basta e la storia ce lo ha insegnato più volte. Certo è che il compito del ct non è mica facile: trovare giocatori italiani di altissimo livello sta diventando sempre più dura. Come sarebbe schierata questa nazionale? Basta guardare la foto. Come vedete le scelte dei calciatori non è che si discostano tanto da quelle del ct Ventura, adesso tocca a loro, ai nostri azzurri, portarci ai mondiali.
domenica 22 ottobre 2017
Ventura, sei sicuro che non servono?
Ventura, ripensaci. Ormai manca davvero poco alle partite contro la Svezia che ci diranno se l'Italia potrà giocare i mondiali Russia 2018. Sembra davvero strano che una nazionale forte come la nostra, che per quattro volte ha vinto questo importante appuntamento calcistico nella sua storia, debba giocarsi la qualificazione attraverso gli spareggi, eppure è così.
Non stiamo qui a discutere sui dettami tattici del ct, seppur con alcuni moduli abbiamo visto come l'Italia faccia davvero fatica. La domanda che ci poniamo riguarda soprattutto la scelta di alcuni giocatori: perché Ventura non considera proprio gente come Zaza, Balotelli e Giovinco?
Intendiamoci: i problemi dell'Italia probabilmente non nascono dal reparto offensivo. Tra i convocati fissi ci sono senz'altro quelli che sono attualmente i due centravanti più forti, ovvero Immobile della Lazio e Belotti del Torino. Con loro siamo in buone mani.
Ma questo pacchetto d'attacco potrebbe essere rinforzato ancora con - almeno - Zaza e Balotelli. Il primo sta facendo faville con il Valencia in Spagna (dunque in uno dei campionati più competitivi del mondo) e ha ritrovato lo smalto dei giorni migliori. E anche Balotelli in Francia, dove gioca con la maglia del Nizza, sta facendo parlare di sè con i gol e non con le sue "balotellate" che in passato gli hanno procurato una fama di "bad boy" sicuramente esagerata. Gli si potrebbe concedere almeno una chance e verificare se meritano o meno se far parte di questo gruppo.
Ci sarebbero poi anche Giovinco e Pellè, che probabilmente però pagano il fatto di giocare in campionati sicuramente non al top dal punto di vista tecnico, anche se negli Usa il movimento ha fatto passi da gigante e la "Formica Atomica" è un assoluto top player da quelle parti. E allora facciamoci una domanda a pochi giorni dagli spareggi e, speriamo, in ottica mondiale: siamo sicuri che non serva nessuno di questi giocatori?
giovedì 12 ottobre 2017
L'All Star dei grandi assenti ai mondiali Russia 2018

Ai prossimi mondiali di Russia, nel 2018, prenderanno parte 32 nazionali. Il quadro delle partecipanti non è stato ancora completato, ma già possiamo guardare all'altro lato di questo appuntamento, ai tanti campioni del pallone che non saranno di scena su questo palcoscenico così importante. A volte la colpa è della carta d'identità: ci sono giocatori fortissimi che però hanno avuto la sfortuna di essere nati in nazione dove il calcio non è poi così competitivo. Ma altre volte la colpa è quella di essere poco bravi sul campo: le qualificazioni mondiali che si giocano spalmate nell'arco di più di un anno non mentono mai, dicono sempre quali sono le squadre più forti. Ed è stato così anche questa volta, con nazionali come Olanda, Cile, Turchia, Bosnia e Usa che sono rimaste fuori dai giochi. Ecco allora l'idea fantacalcistica di nascere un'All Stars con tutti i migliori giocatori che i mondiali Russia 2018 li vedranno al mare, oppure in poltrona.
In porta l'esperto Bravo del Cile, in Inghilterra protagonista con la maglia del City di Guardiola, quindi una bella difesa a quattro con due esterni che spingono tantissimo: per adesso Aurier della Costa d'Avorio dall'altra (ma gli "elefanti" si giocano tutto all'ultima partita, lo scontro diretto con il Marocco) e Bale del Galles dall'altra. In mezzo lo slovacco Skrtel con il bosniaco Kolasinac. Il centrocampo profuma tutto di serie A: Strootman, Hamsik e Pjanic darebbero vita ad una linea mediana davvero a cinque stelle. Il turco Calhanoglu e il baby talento degli Usa Pulisic (che gioca nel Borussia Dortmund) le prime alternative. E anche l'attacco non sarebbe affatto male. Dzeko perno centrale, ai suoi lati la velocità e il fiuto del gol dell'olandese Robben e del cileno Alexis Sanchez. In più due panchinari di lusso come il gabonese Aubameyang e il camerunese Aboubakar. Che ne dite, questa squadra farebbe bella figura o no? La lista dei possibili convocati per questa All Star degli assenti ai prossimi mondiali è destinata ad allungarsi inevitabilmente dopo i prossimi spareggi. Nessuno vuole però pensare al possibile inserimento, in questa fantaformazione, di giocatori dell'Italia. Vero?
sabato 7 ottobre 2017
L'Italia, Ventura e i Mondiali da agguantare
E ai playoff almeno ci andiamo. L'Italia ce l'ha fatta a centrare il traguardo minimo che doveva raggiungere, ovvero agguantare i prossimi mondiali attraverso gli spareggi. Si sapeva fin dall'inizio che sarebbe stato molto complicato riuscire ad agguantare il primato, avrebbe voluto dire battere una Spagna che sta sì cambiando pelle, ma rimane molto più forte della nazionale azzurra. Che però ha indubbiamente deluso le aspettative della vigilia.Specie nell'ultimo periodo il ct Ventura e la sua squadra non hanno saputo esprimere un calcio godibile, l'Italia è apparsa in netta difficoltà non solo contro Piquè e compagni (che ci può anche stare...), ma anche contro avversari sicuramente modesti, che con gamba e grinta hanno colmato il gap tecnico.
Quali sono i problemi di questa Italia? In tanti, anche sui social, hanno invocato la "testa" del ct azzurro. Del resto, si sa, quando i risultati non rispettano le aspettative il primo a pagare è sempre l'allenatore. Magari il ct, in termini di scelte di giocatori e anche tattiche, avrà anche commesso qualche errore, ma anche i giocatori ci hanno messo del loro. L'Italia è apparsa una squadra slegata, disunita, senza ancora una identità ben precisa. E senza grinta, senza quella voglia che è indispensabile mettere in campo sempre e comunque.
Va detto che Ventura ha dovuto fare i conti nell'ultimo periodo anche con diversi giocatori infortunati - specie a centrocampo - che ne hanno limitato le scelte. Nello stesso tempo è rimarcabile il fatto che non siano mai stati presi in considerazione alcuni giocatori che pure avrebbero fatto comodo (e potrebbero farlo anche in futuro) alla nostra nazionale. Un paio di nomi? Jorginho del Napoli che non aspetta che una chiamata (è pur sempre il regista dell'attuale capolista della serie A), oppure un giocatore come Balotelli che a Nizza ha ritrovato il feeling con il gol e nello stesso tempo ha limitato le sue "balotellate".
E poi in tanti evidenziano come l'Italia non abbia ancora trovato il modo giusto per stare in campo. Si passa dal 4-2-4 al 3-4-3 con facilità, un camaleontismo che però finora non ha dato frutti. E' vero che bisogna saper cambiare in corsa, ma forse si sta esagerando. Ventura ha finora adattato gli schemi ai giocatori convocabili, d'ora in poi sarà forse meglio definire un modulo e cementare il gruppo. Pure in questo caso c'è una precisazione da fare. Non è facile preparare le partite in pochi giorni, per trovare gli equilibri tra i reparti c'è bisogno di tempo, di prove e riprove, di continue esercitazioni. E visti tutti gli impegni dei giocatori con le loro squadre di club è di fatto impossibile programmare un raduno di almeno una settimana.
Ma torniamo alle cose pratiche. Gli spareggi, dicevamo. L'Italia è entrata a far parte delle migliori otto seconde di queste qualificazioni mondiali, e adesso attende con ansia di conoscere la squadra da affrontare. Il 17 ottobre gli azzurri conosceranno il nome dell'avversario e non c'è certo da stare tranquilli, visto l'attuale stato di forma di alcuni giocatori. La nostra nazionale però, nelle partite che contano davvero, difficilmente tradisce. E' questa la speranza a cui aggrapparci per non veder svanire il sogno mondiale.
lunedì 4 settembre 2017
Russia 2018: per l'Italia l'incubo dei playoff?
Perso il primo posto nel girone, adesso gli azzurri dovranno concentrarsi sugli spareggi Niente da fare per la nostra nazionale. L’Italia di Ventura, dopo aver perso con la Spagna, ha di fatto la certezza di non poter conquistare più il primo posto nel suo girone di qualificazione ai mondiali. In Russia andranno direttamente gli uomini di Lopetegui, mentre gli azzurri dovranno affidare ai playoff la loro speranza di partecipare al torneo. Cosa significa? Che alla fine del girone di qualificazione un sorteggio assegnerà all’Italia un avversario da battere per entrare nel tabellone principale dei prossimi mondiali. Attualmente le migliori seconde, oltre alla nazionale di Ventura, sono Portogallo, Irlanda del Nord, Svezia, Grecia, Islanda, Slovacchia, Irlanda e Montenegro. Avversari non imbattibili, ma neppure semplici da affrontare. Immaginiamoci un sorteggio poco fortunato: se l’urna assegnasse all’Italia il Portogallo di Cristiano Ronaldo come avversario – attuale campione d’Europa in carica – il compito degli azzurri diventerebbe maledettamente più complicato. Ci sarà insomma anche da affidarsi alla fortuna per non correre il rischio di rimanere fuori dal torneo di calcio più atteso in tutto il mondo. E per l’Italia, che ha vinto ben 4 titoli, restare a guardare gli altri sarebbe un vero e proprio dramma sportivo.
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